giovedì 28 aprile 2016

La notte dei desideri ovvero il satanarchibugiardinfernalcolico grog di Magog di Michael Ende

La notte dei desideri
ovvero il satanarchibugiardinfernalcolico grog di Magog di Michael Ende

Scritto da Michael Ende e pubblicato nel 1989 La notte dei desideri è un libro, come d'altronde gli altri di Ende (La storia infinita, tanto per citarne uno dei più famosi) che ha più chiavi di lettura.
Un bambino lo legge per quello che è, ovvero una fiaba che promuove valori positivi.
Un adulto può leggerlo per quello che è, oppure trovare una chiave di lettura diversa.
E' chiaro che, a dispetto della chiave di lettura in cui si legge, l'importante dei libri di Ende non è la trama, non sono i personaggi, non le descrizioni, ma il succo di tutto, il messaggio che l'autore lascia sistematicamente nei suoi scritti. Alla fine della lettura quello di importante che deve arrivare è il messaggio [come in tutti i libri potreste star pensando, beh, no, non tutti i libri sono stati scritti con l'intento di lasciare un messaggio o di passare un concetto]
Già il titolo di questa fiaba contiene qualcosa, le parole grog e Magog.
Il grog esiste veramente, è una bevanda alcolica composta da rum e acqua nella sua versione originale, e veniva bevuta in passato prevalentemente da pirati e mercanti.

Magog invece, si ritiene essere la terra, la nazione, del re Gog ma non solo, Gog e Magog sono anche ritenuti leggendarie popolazione dell'Asia centrale, e sono citate nella tradizione biblica, apparendo nell'Apocalisse di Giovanni come nazioni cattive e vendicative che ostacoleranno come prova finale l'ascesa della nuova venuta di Cristo, e nella tradizione Coranica. Fanno anche la loro apparizione nella cultura folkloristica e mitologica. La stessa zia Titti, personaggio della fiaba, confida a Malospirito, suo nipote, che il pericoloso satanarchibugiardinfernalcolico grog era proprio la bevanda del famoso re Gog di Magog.
Questi riferimenti un bambino normalmente non li sa, mentre ad un adulto che sappia un pò di cultura popolare o generica potrebbe saltare all'occhio qualcosa.
Questa fiaba vede protagonisti un corvo e un gatto schierati dalla parte dei buoni (già quì si notano le due figure, quella del corvo che solitamente è associato alla morte e alla sventura, [cosa che Jacopo il corvo ammette da se con continui riferimenti al fatto che porti iella] e quella del gatto, animale magico e carico di mistero che solitamente in questo tipo di racconti fa da comparsa come animale da compagnia dei cattivi). Maurice il gatto, come Jacopo il corvo, è una spia per conto del Gran consiglio degli animali, mandato in missione per sorvegliare i sospettati di aver causato la lunga serie di catastrofi naturali e non che hanno avvelenato il loro cibo e la loro acqua. Parte con una missione ma finisce per farsi viziare e coccolare dimenticando il motivo della sua permanenza nella casa di Belzebù Malospirito, il mago che Maurice deve sorvegliare. Malospirito, consapevole di chi il gatto fosse, riesce a raggirarlo abbastanza con parole e sonniferi nascosti nel prelibato cibo presente in abbondanza nella sua camera personale con cuccia a baldacchino, che il gatto a un certo punto confessa di sua spontanea volontà il compito affidatogli dal Gran Consiglio. Poco dopo la confessione di Maurice entra in scena Jacopo Gracchi, il corvo inviato a spiare la zia di Malospirito, ovvero Tirannia Vampiria soprannominata "amorevolmente" dal nipote zia Titti. Jacopo e Maurice si trovano costretti per il bene comune ha formare una strana alleanza, un gatto e un uccello, nemici naturali e figure cariche di significati, ma nonostante le differenze, non solo nell'aspetto e nella natura, ma anche nella filosofia di vita:
Jacopo: "Bisogna sempre pensare al peggio, per principio, e poi bisogna fare tutto quello che si può per impedirlo"
Maurice:"[...] perciò cerco sempre di raffigurarmi la migliore di tutte le situazioni possibili, e poi fare tutto quello che posso per favorirla"
i due stringono un alleanza da cui alla fine nascerà una bella amicizia.
Il tempo del libro riguarda poche ore, ed è scandito fin dall'inizio dall'immagine di un pendolo terrificante, in cui le lancette, che partono disegnate sulle ore cinque quando inizia la storia, gradualmente segnano ore diverse fino ad arrivare alla mezzanotte finale del racconto.
Nel libro vengono fatti numerosi accenni alla filosofia, il racconto si può benissimo leggere come una metafora dei tempi moderni, visto che i temi trattati, bene e male, sempre esistono e sempre esisteranno, saranno sempre contemporanei, e per un occhio attento, c'è anche qualcosa di più, ad esempio, a pagina 179 Malospirito e la zia Titti, per completare la ricetta del satanarchibugiardinfernalcolico grog, devono recarsi nella quarta dimensione, che l'autore spiega trovarsi proprio quì, nella terza dimensione, ma essendo i suoi abitanti sprovvisti dei sensi per percepirla, non possono entrarci in contatto. L'unico modo per entrare nella quarta dimensione, Malospirito lo sa, è un liquido contenuto in una siringa che porta un'etichetta con scritto, e qui copio letteralmente il libro sia nelle parole che nella grafica:
Luciferino
Salto
Dimensionale
Non a caso le parole sono state disposte così nel libro, e la sigla che si viene a formare leggendo in verticale è LSD, il famoso acido lisergico scoperto dall'ormai leggendario Hoffman.
[Una curiosità a riguardo, nel libro Alla fine John Muore di David Wong, i personaggi, per entrare in contatto con altre dimensioni, devono assumere per iniezione la Salsa di Soia, un liquido vivente e nero che non appartiene a questo mondo. Che Wong abbia preso spunto da Ende o che altro?]
Consiglio questo libro a chiunque, grandi e piccini, perchè la sostanza è molta, sia tra le righe che non. Chi liquida questo romanzo solo e soltanto come un romanzo ecologista, ha capito solo la punta dell'iceberg di quello che è scritto.